venerdì 18 ottobre 2013

10 euro

Quando posso, passando dal vecchio cimitero di via Pascoli cerco sempre di fermarmi sulla tomba di Rino Ferrara. Se non lo faccio spesso è soltanto perché tutte quelle lapidi mi ricordano la spietata democrazia del Tempo, e alla mia età già ci si riflette troppo anche senza uscire di casa.
Ad ogni buon conto, l'altro ieri , dopo molto tempo decisi di passare per il vecchio cimitero di via Pascoli e salutare il mio amico Rino. Avevo comprato un fascio di calle, i suoi fiori preferiti, e volevo che ne rinfrancassero il riposo. Come sempre, entrando schivai la zingara cenciosa che ti aspetta in agguato ai cancelli e mi accodai alle vedove che sfilavano tra le tombe seguendo un itinerario di ossequi e appuntamenti in cui il rispetto si confondeva con la malinconia dell'essere sopravvissuti.


Mentre poggiavo i fiori ai piedi della lapide, un uomo distinto, di poco più giovane di me, si accostò al loculo. Portava un vestito a giacca beige e un paio di occhiali scuri che gli conferivano un'aria tutto sommato affidabile. All'inizio si teneva distante, anzi parallelo a me. Poi, in maniera quasi impercettibile, avanzò fino a ritrovarsi al mio fianco.
- Era un suo parente? - mi chiese, a bassa voce.
- No, collega.
- Quindi anche lei era ...
- ... un insegnante, sì. Lei è un parente?
- Conoscente.
- Ah ecco. Non mi sembrava di conoscerla, infatti.
- Non ci frequentavamo molto, ma gli volevo bene. Era una persona squisita, di altissimi valori morali.
- Assolutamente! Un uomo probo, esemplare!.
- Esatto: esemplare.
- ...
- ...
- Certo, qualche volta si è lasciato andare ai piaceri della carne...
- Ah, non lo biasimo! "Chi è senza peccato scagli la prima pietra" diceva Nostro Signore, e non mi sembra di vedere sassaiole ...
- Affatto.
- Mi dispiace per la moglie, povera donna.
- Ha vissuto il lutto con dignità, per grazia di Dio.
- E' sempre stata una femmina forte.
- Con un uomo così al suo fianco, era il minimo.
- Infatti. Che Dio la benedica.
Rimanemmo in silenzio a fissare la lapide, cercando di recuperare l'intimità dei nostri pensieri. Mi sentivo osservato e molto stupido: nel buio della mente mi sfilavano convenevoli e cronache che volevo condividere con Rino, in una specie di dialogo senza interlocutore, ma la presenza di quell'ometto impiccione mi metteva a disagio.
Così, senza temere di sembrare sgarbato, gli chiesi di allontanarsi un attimo.
- Ma si figuri, faccia pure! - rispose lui, prodigandosi in gesti di eccessiva condiscendenza.

Rimasi cinque minuti buoni da solo in silenzio, a pregare per Rino e ad aggiornarlo telepaticamente sul lento scorrere della mia vita. Poi aggiustai la giacca imbizzarrita dal vento e mi avviai all'uscita.
- Signore, ehi, signore! - urlò l'ometto impiccione, sbucando da dietro una cappella.
Mi fermai.
- Sono 10 euro - mi disse, porgendomi la mano aperta.
- Per cosa? - risposi io.
- Beh, per il supporto morale. Per la compagnia ci sarebbe poi un piccolo extra, ma voi mi siete simpatico e quindi offre la casa.
- Supporto morale?
- Sì, per la visita al vostro amico defunto. Io non lo conoscevo, ma voi sì, ed eravate tutto solo, così ho pensato che potevate essere un potenziale cliente.
- Cliente? Non capisco ...
- Guardate, è semplicissimo: io ogni mattina, alle 6, vengo qui al cimitero e aspetto quelli come voi. Gente che viene a salutare un amico, un parente, un conoscente ma non ha un cane che li accompagni. Ed è qui che entro in scena io: vi sto vicino, vi faccio parlare un po' del defunto, mi addoloro come se lo conoscessi. In questo modo, non si acuisce quella spiacevole sensazione di finitudine che vi costringe a pensare che presto toccherà a voi stare dall'altra parte del terreno. Mi sono spiegato?
- Praticamente, siete un valletto del dolore.
- E che brutta espressione che avete usato, dottò! "Valletto del dolore" ... mi fa sembrare uno sciacallo! Io sono solo un uomo che fa una buona azione. Dite, a voi vi è dispiaciuto avere a che fare con me?
- Un poco.
- Su, siate buono.
- Ve lo giuro. Io non sono di quelli che soffrono la solitudine e pensano che dovranno morire!
- Dottò, ma chi volete prendere in giro? Ce le avete scritte in faccia certe cose! Appena siete entrato qua dentro vi siete rabbuiato manco dovevano metterci voi sottoterra! Io vi offerto 5 minuti di chiacchiere distensive, forse un po' convenzionali, ma vi ho alleggerito il dovere della visita. Mi volete condannare per questo?
Ci pensai a lungo. Sbuffai.
Non sapevo che dire.
- Ecco, appunto - gongolò lui, vittorioso - 10 euro, grazie.