Respirare quell'aria di marmo, di un luogo che ha qualcosa di primitivo, protocristiano. Un tempio che potrebbe trovarsi a Gerusalemme; crocevia di sultani e imperatori, figli spuri dello stesso Dio.
Gezi Park: quante bugie!
La televisione è il vero male del mondo, un caleidoscopio scaleno.
Bere un caffè, al Gezi, un dolce venticello che fa dondolare le foglie dei platani, un gatto grigio fumo con gli occhi verdi che si amabilmente i cazzi suoi.
çai, çai, çai a tutte le ore.
Ai piedi della Torre di Galata, sotto un vigneto, tra gli autoctoni e i turisti. Gli autoctoni li riconosci subito: hanno sempre una sigaretta tra le labbra e l'aria che gli si quaglia attorno alla bocca per colpa degli accendini. Fumano duro, catrame e cemento armato, benedetti turchi.
Che poi, devi vederla Istanbul al tramonto per capire cos'è. Devi prendere il traghetto delle 7 e mezzo per Kadikoy, nella giungla di ristornati la cui puzza di pesce fritto si impianta prepotentemente nelle narici.Se ti guardi intorno è già un altro mondo: la Moschea Nuova, la Torre di Galata, il Bosforo.A proposito: quando salirai sui vapùr, e vedrai tutto staccarsi piano piano da te, capirai perché questa città sembra uno scrigno a cielo aperto.
Respira forte l'anima salmastra del Bosforo; incàntati a contare i minareti della Moschea Blu (sono 6, ricorda, 6. Nessun'altra moschea al mondo ha 6 minareti); lasciati ammaliare dal modo in cui Aya Sophia si mescola bene al sangue aranciorosso del sole morente.
Istanbul ha i tramonit più dolci e potenti del mondo.
Cammino per Sultanahmet e mi volto in continuazione a cercare la Moschea Blu, così come a Napoli cerco sempre con lo sguardo il Vesuvio. Per sicurezza, per senso di posizione e soprattutto per amore.
I turisti vengono qui e mischiano le poche parole turche che conoscono/hanno imparato ("grazie", "prego", "buongiorno") con un inglese universale e scolastico, da sopravvivenza.
Per questo i loro discorsi, spesso non più lunghi di 2-3 parole, suonano sconnessi e rattoppati.
(Ioc: "no" con frase al seguito.
Air: no!)
Cose turche:
i poliziotti giovanissimi;
le ragazze col velo e dal profumo buonissimo;
i cessi con la password;
guidare senza regole / le macchine che non ti fanno attraversare: ti dribblano!
L'acqua venduta per strada dalle bancarelle (le stesse che vendono anche il simiç);
l'idolatria di Ataturk;
le moschee a cupola;
i minareti che sembrano gigantesche matite rivolte al cielo;
la traversata del Bosforo, nel pullman o con la nave;
il casino di Kadikoy e Ortakoy, con i ristoranti che tentano di abbordarti.
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