Uscendo dalla galleria, il treno si bagnò di tenera luce solare. Dopo una giornata di pioggia, l'aria era rimasta effervescente, ma delle vigorose pennellate di azzurro donavano nuova speranza al mio pomeriggio.
Bisognava vedere il cielo sereno di Bruxelles per apprezzare la paciosa serenità delle nuvole di Magritte, pensai, come se qualcuno mi potesse ascoltare.
Viaggiavo sulla linea 6 della metropolitana, da Heysel verso Gare du Nord. Mentre sfrecciavamo piano tra le periferie, guardavo le case di mattoni bruni e i loro candidi abbaini, immaginando la vita di chi aveva la fortuna di abitarvici.
La mia, di casa, era lontana. Giù, in Italia, a Napoli.
A volte mi manca molto - di notte, soprattutto, quando sono solo (è ovvio). Oppure quando, dopo l'ennesimo falafel, avrei soltanto voglia di chiamare mia madre e chiederle di cucinare per me.
Altre volte, invece, mi sento ben impiantato qui, nel tessuto umano della città. Quando bevo birra nelle brasserie e dopo, preda della chimica, mi infilo in un fast food pieno di arabi o altri randagi notturno e mi sbafo un paio di carton-burger col bacon, mi sento figlio della grande città, di un'Europa che somiglia sempre più all'America ma che non perde un briciolo del suo fascino di grande madre della Civiltà.
Quando poi mi manca Napoli, come un turista mi imbuco in un pub a Platterseen e ordino una zuppa di cozze (che qui cuociono in un succulento brodo vegetale di sedano, carote e cipolla). Oppure, la domenica mattina, sbuco da Lemmonier al mercato di Gare Du Midi, caotico e speziato come tutti i mercati del mondo, per assorbire il colore e il calore del sud del mondo.
Anche oggi pomeriggio ho avuto un attacco di appucundria.
Poi, sgusciando fuori dal treno a Gare du Midi, una ninfa dai capelli ambrati come birra d'abbazia, il nasino gentile e gli occhi blu - blu! blue come pietre preziose! - mi ha sorriso.
E allora viva Bruxelles, viva il Belgio, viva le giovani ninfe viaggiatrici!
Che bello ritrovarti qui, ti ho cercato altrove e ho trovato questo posto.
RispondiEliminaSono contenta che continui a scrivere, non so bene cosa fai o dove sei ma il tono dei post è lontano dalla malinconia che ricordavo quindi, ecco, sono contenta.
Ripasserò. Tu, nel frattempo, continua a scrivere.
(ex giorni-vacanzieri, se hai buona memoria :))
che piacere ritrovarti, scusa se ti rispondo in ritardo! :)
Eliminasono sempre a Napoli, ma scrivo spesso dei miei viaggi.
Ti abbraccio forte,a presto!