giovedì 21 febbraio 2013

Barcellona



Tutto l'interesse dell'arte è nel principio.
Dopo il principio, è già la fine.
(Pablo Picasso)



La primavera ci colse all'uscita del ristorante, mentre attraversavamo le Ramblas per raggiungere Plaza Real. Un velo di pioggia sottile e odorosa c’aveva costretto a trovare riparo sotto un porticato, in mezzo a decine di altri studenti che come noi pascolavano per la città tra una visita al Barrio Gotico e una al Montjuic.
Mentre guardavamo l'eternità policroma delle macchine che sfilavano al di là degli archi, un uomo con un forte accento dell'Est ci avvicinò spalancando un'ala del giaccone.
-          Hashish? Marijuana? Tengo todos amigo, todos! Italiani?
Sorridemmo e ci voltammo da un'altra parte. Avevamo già dell’erba con noi, e anche se ne avessimo avuto bisogno, non l’avremmo di certo comprata da uno slavo che adescava sbarbatelli di quinta liceo in pieno centro città.
-          Italiani, hey! Amigos!
Da una tasca gli cadde il santino di una Madonna nera. La Vergine di Letnice, forse, o quella della Candelaria. Una tipa di un'altra scolaresca - probabilmente scozzese, a giudicare dai denti marci e i capelli color piscio - la raccolse da terra e gli corse dietro per riconsegnargliela. Lo slavo gliela sfilò avidamente dalle dita e poi la abbracciò forte, soffocandola col suo entusiasmo.
-          Thank you, thank you! - esclamò, in un inglese brutto e affilato.
Per un attimo temetti che volesse anche baciarla, poi sparì dietro il porticato e la ragazza poté tornare dai suoi amici.
Chissà quando si accorgerà che le ha rubato il cellulare, pensai.

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